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BASTA DEMONIZZARE LA ZOOTECNIA CONFONDENDO I CONSUMATORI CON IMMAGINI MONTATE AD ARTE. CHI SBAGLIA DEVE PAGARE!

10 maggio 2016

COMUNICATO STAMPA – Abbiamo dato mandato al nostro legale affinché faccia un esposto alla Procura della Repubblica, che acquisisca le immagini del servizio andato in onda ieri sera su La 7 a Piazzapulita, per accertare se gli allevamenti filmati sono in Italia o all’estero e se ci sono delle responsabilità oggettive degli allevatori nella conduzione degli allevamenti mostrati, sotto il profilo del rispetto del benessere animale e delle norme sanitarie.
E’ ora di finirla di “tirare il sasso e nascondere il braccio” – dice Giuliano Marchesin, Direttore di Unicarve e del Consorzio Italia Zootecnica, nel commentare la sua partecipazione alla trasmissione condotta da Corrado Formigli – la giornalista Sara Giudice, autrice del servizio, deve portare quelle immagini alle Autorità, perché noi siamo i primi a pretendere chiarezza ed onestà da parte degli allevatori e, se saranno accertate delle responsabilità nella conduzione degli allevamenti, ci costituiremo parte civile.
Il filmato di ieri sera è stato montato ad arte, con musiche, primi piani, voci ansimanti ed ipotesi di maltrattamenti, per renderlo il più possibile cruento, allo scopo di spaventare chi non disdegna di consumare la carne.
Non parlo di zootecnia bovina da carne –dice Marchesin – perché ieri sera proprio non c’era, in quanto, la sequenza del servizio giornalistico partiva da una stalla di vacche da latte, per passare poi ai maiali, polli e conigli, parlo di zootecnia in generale perché è un patrimonio da difendere che vede all’opera migliaia di allevatori onesti che, con le loro famiglie, tra mille difficoltà, danno il loro contributo per sfamare il Pianeta. Ringrazio Formigli per la conduzione della trasmissione, non facile, fatta in modo equilibrato ed anche perché mi ha dato la possibilità di mostrare i marchi delle eccellenze della nostra zootecnia: il marchio della Regione Veneto “Qualità Verificata” ed i “nascituro” marchio nazionale “Sigillo Italiano”.
Spero che oltre ai “lamenti” che di solito seguono questo genere di trasmissioni, la filiera si compatti ed utilizzi gli strumenti che possono fare la differenza: il Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia sostenuto dall’Interprofessione con l’operatività di un Consorzio che promuova e faccia riconoscere la carne prodotta in Italia. Lo chiedono i consumatori.

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